L’Europa ci ripensa: auto connesse, meglio il 5G

Mano che indica la scritta 5G
Interno automobile che mostra le connessioni possibili dei vari componenti tramite tecnologia 5G

Dietrofront del vecchio continente: meglio i network (e non il WiFi) come tecnologia sulla quale costruire il futuro delle auto connesse.

In un momento che vede l’industria automotive avvicinarsi sempre più al settore hi-tech, l’argomento auto connesse tiene banco anche nelle aule delle istituzioni europee. La discussione verte sulla migliore tecnologia da adottare per lo sviluppo dei sistemi che saranno integrati nei veicoli di domani: WiFi, 4G o 5G? Se in aprile da Bruxelles era giunto un parere in netto favore del primo, ora le cose sembrano essere cambiate.

Europa: 5G e non WiFi per le auto connesse.

Stando a quanto emerge attraverso le pagine di Reuters, Italia, Francia e Germania si sono espressi in favore del 5G. Meglio definire linee guida che tengano conto di come i mobile network di nuova generazione saranno presto operativi in tutto il continente. In questo modo si approccia l’innovazione in un’ottica lungimirante che sappia guardare al lungo periodo. I ministri degli stati membri si riuniranno nella giornata di oggi, Lunedì 8 luglio per pronunciarsi nuovamente in merito e respingere formalmente la proposta precedente.

Una vittoria per le aziende che avevano auspicato una decisione di questo tipo: BMW, Daimler, Qualcomm, Ford, PSA Group, Deutsche Telekom, Huawei, Ericsson, Intel e Samsung, senza dimenticare l’organizzazione ETNO che riunisce i più grandi operatori dell’area EU e 5GAA.

Fino da subito avevano sostenuto che fossero meglio i network 5G (e non il WiFi) come tecnologia sulla quale costruire il futuro delle auto connesse.

Una decisione pensando al futuro dell’industria.

La decisione definitiva sarà quantomai importante poiché in gioco ci sono le prossime evoluzioni del settore. Si è parlato fino ad oggi di tecnologie V2V (Vehicle-to-Vehicle), V2I (Vehicle-to-Infrastructure) e V2X (Vehicle-to-Everything). Ma finché non si potrà far riferimento a uno standard condiviso e in grado di assicurare l’interoperabilità e la comunicazione tra sistemi differenti, non si potrà parlare di vera e propria innovazione.

Alle porte c’è anche l’avvento della . Per le self-driving car sarà essenziale poter scambiare dati con le altre vetture e con le infrastrutture circostanti, garantendo così il massimo livello possibile di affidabilità. Ciò che oggi è chiamata a fare l’Europa è compiere una scelta, tracciare la rotta, fissare la direzione da seguire.

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