I dati di CAPCOM in ostaggio

I dati di CAPCOM in ostaggio

L’industria dei videogiochi ha da anni sorpassato per volume d’affari quella del cinema. È indiscutibilmente al primo posto nella classifica dei sistemi di intrattenimento prima di serie TV, film e sta sempre più guadagnando visibilità anche in ambito competitivo con vere e proprie manifestazioni dedicate che sono paragonabili in tutto e per tutto a eventi sportivi di primo livello.

Uno dei colossi del settore da tantissimi anni è la giapponese CAPCOM: la casa produttrice dei famosissimi Street Fighter, Resident Evil (dal quale è stato ricavato un franchise cinematografico) e il classico da sala giochi Ghost n’ Goblins.

Parliamo di un’azienda con migliaia di addetti e un fatturato di centinaia di milioni di dollari, non degli ultimi arrivati.

Quando si tratta di lavori basati sulla creatività e sull’intrattenimento è facile capire quanto la riservatezza dei progetti sia fondamentale e quanto le informazioni debbano essere mantenute segrete. Far conoscere in anticipo il design di livelli, personaggi o trame di videogiochi attesi da milioni di appassionati in tutto il mondo è un danno incalcolabile… ed è proprio qui che nasce il problema: è quello che sta accadendo proprio ora!

I progetti futuri della casa nipponica sono tenuti in ostaggio e pronti ad essere rivelati se non venisse pagato un riscatto (del quale ancora non si conosce l’importo). C’è di più: migliaia di dati personali di utenti e videogiocatori sono stati rubati oltre alle lavorazioni di CAPCOM. Ciò significa che una quantità incalcolabile di informazioni dettagliate sono attualmente in possesso di malintenzionati che ne potranno fare uso a proprio piacimento.

Un gigante come CAPCOM si trova quindi stritolato in una morsa digitale dove da una parte corre in concreto rischio di vedere anni di lavoro gettati alle ortiche e dall’altro la potenziale responsabilità della diffusione di dati sensibili e riservati dei propri clienti, con tutte le conseguenze del caso.

Questa situazione è uno spunto per prendere ancora una volta in considerazione le proprie difese informatiche. Fare una seria riflessione sullo stato delle cose nel proprio ecosistema IT è fondamentale.

Non è sufficiente pensare solo al tempo per rientrare alla piena operatività ma comprendere quali siano le migliori tattiche di difesa da simili attacchi e capire come metterle in atto è ormai divenuto obbligatorio.

La maggior parte delle informazioni viaggia attraverso la rete, è rappresentata da dati digitali e sono di fatto lo scheletro produttivo delle imprese. Per questo diviene sempre più importante ragionare in termini di difesa e prevenzione dato che come si può capire da quel che sta accadendo a CAPCOM, non si tratta solo del tempo per tornare alla piena operatività ma anche di quanto si è in grado di arginare gli attacchi.

Non vale neanche pensare che ciò accada solo ad aziende di grandi dimensioni, oggi il problema è globale e sono migliaia gli attacchi che non finiscono in prima pagina ai danni della PMI.

La regola fondamentale è sempre la solita che non ci stancheremo mai di ripetere: prima la difesa, poi la ripartenza.

 

 

 

Share this post: