Lo smartworking fa schifo (se non sai come farlo)

Lo fa schifo (se non sai come farlo)

Sai da dove sto scrivendo questo post? Sono comodamente seduto sulla mia sedia nello studio di casa mentre sorseggio un buon caffè e ascolto un po’ di musica. Leggo le mie mail, faccio qualche telefonata, chatto con alcuni clienti e faccio tutte quelle cose che abitualmente sono la mia routine in ufficio, solo che le faccio da casa.

Beh mica male no, certo avrei preferito di gran lunga (e penso valga per tutti) arrivarci in modo completamente diverso rispetto all’emergenza in corso, ma questa è una cosa al di fuori del nostro controllo.

Abbiamo già visto negli articoli precedenti quanto lo smart working sia un concetto che sta rivoluzionando il mondo del lavoro e quanto continuerà a farlo anche in futuro. Oltre 570’000 persone già lavoravano in questo modo prima del coronavirus, puoi immaginare adesso quanto siano cresciuti i numeri.lo smartworking ai tempi del coronavirus

Fin qui tutto bello, giusto? Si lavora da casa e rimanendo attivi si aiuta l’azienda a superare il momento critico, ci si tutela sotto il profilo della salute e si sta sperimentando un nuovo modello di lavoro destinato a cambiare in modo radicale il concetto stesso di “posto di lavoro”.

Proviamo ad immaginare il futuro: si apriranno anche nuove opportunità di carriera senza bisogno di trasferirsi in un’altra città o addirittura in un altro Stato. Si potranno concludere ottimi affari grazie alle teleconferenze e perchè no, espandere il business oltre a quei limiti che fino ad oggi vedevamo come insormontabili. Può sembrare strano ma ci sono centinaia di casi di aziende che rinunciano a competere su alcuni mercati dove potrebbero esplodere, per dei banali e più che gestibili limiti tecnologici.

Quindi è tutto oro quel che luccica? La risposta è ni.

Come tutte le cose, lo smart working ha dei pro e dei contro. Alcuni vantaggi li abbiamo appena visti, ma oggi voglio parlarvi di quelli che possono essere i problemi che devono subito essere messi a posto per evitare poi di vedere naufragare questa opportunità per delle disattenzioni più che evitabili.

Ti avviso, molto spesso sono cose di buon senso e potrebbero sembrare banali, in realtà succede ancora troppo spesso che certi temi vengano trattati in modo superficiale e poi nascono i problemi peggiori.

Eccoti i 5 punti da risolvere subito per far si che lo smart working non diventi un problema:

Rendilo semplice

L’ideale è fare in modo che ogni utente sia in grado in modo intuitivo di configurare la propria postazione remota. Scegliere un modello costruito in modo complesso e difficile da predisporre diventa una perdita di tempo enorme, rischi l’esaurimento del tuo IT manager per le continue mail di richiesta supporto e per le decine di telefonate disperate che riceverà e la frustrazione dei collaboratori che vedranno lo smart working come un ostacolo e non come una buona cosa.

Accertati che i collegamenti avvengano da dispositivi sicuri.

Puoi controllare quel che conosci, non quello che ignori. Dare le chiavi della tua rete ai collaboratori è anche un atto di fiducia ma anche un’attribuzione di responsabilità. La catena è forte quanto il suo anello più debole, per questo è necessario evitare il più possibile di avere anelli deboli. Tutti i dispositivi che si collegano alla tua rete DEVONO essere aggiornati, disporre di un antivirus (no, quelli gratuiti non valgono) ed essere utilizzati il più possibile per scopi lavorativi. Può essere una buona cosa far creare un account ad hoc sui pc degli utenti per limitare il più possibile le “contaminazioni” tra vita privata e lavorativa.

Crea una connessione sicura (e semplice da usare)

Poter lavorare in remoto non deve concedere spazio alle minacce e deve avvenire in modo protetto. Lo puoi fare con una VPN, una connessione sicura e cifrata per evitare i dati vengano trasmessi in “chiaro” e a disposizione di occhi indiscreti. Immagina se Batman non rientrasse alla bat-caverna passando per un tunnel sicuro ma parcheggiasse sulle righe blu al bordo della strada… diciamo che l’identità segreta sarebbe fortemente a rischio!

Offri una procedura per segnalare eventuali problemi di

Potrebbe succedere che qualche cosa vada storta. Un virus, un guasto o problemi di rete ad esempio. Fa in modo che i tuoi collaboratori possano segnalare queste cose in modo rapido, semplice ed organizzato. Se disponi già di un sistema di ticket, la cosa è più semplice, in caso contrario puoi utilizza sistemi che permettano a chi riceve la segnalazione di avere una traccia chiara e semplice da seguire (meglio evitare chat tipo Whatsapp e preferire le email ad esempio).

Modera il fenomeno dell “Shadow IT”

Capita spesso che ci sia qualche collaboratore “smanettone” che riesce a risolvere in autonomia alcune problematiche tecniche usando software o soluzioni fuori standard aziendali. Da un lato tolgono il pensiero all’IT manager, dall’altro glielo creano dato che una soluzione non prevista può rappresentare una minaccia. Assicurati che ogni questione risolta da questi “Shadow IT” venga segnalata a chi di dovere nella tua organizzazione per evitare spiacevoli imprevisti.

lo smartworking è un'opportunitàQueste sono alcune pratiche base per rendere lo smartworking un’esperienza positiva, produttiva e gratificante.

Ci sarebbe ancora molto da dire e lo affronteremo in altri articoli e video. Se invece vuoi approfondire subito la cosa ti consiglio di metterti in contatto con uno dei nostri specialisti e di rimanere sintonizzato sui nostri canali divulgativi.

Alla prossima!

 

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