Può il coronavirus influenzare la sicurezza informatica?

Può il coronavirus influenzare la informatica?

La nuova situazione creata dal coronavirus sta inevitabilmente modificando il nostro modo di vivere. Oltre ad un’emergenza sanitaria che si protrae da diverse settimane e che ci auguriamo possa finire al più presto, milioni di italiani sono costretti dentro le mura domestiche.

Moltissime imprese sono riuscite ad organizzarsi per attuare l’ormai stracitato smart working. Quello che fino a poche settimane fa era una cosa per pochi, oggi è l’attualità ed è la strategia che sta permettendo a migliaia di aziende di continuare le proprie attività.

Sicuramente il lavoro da casa è un’opportunità che può diventare uno standard anche dopo questo periodo di crisi. Gran parte delle aziende che hanno adottato gli strumenti per lavorare in remoto sono soddisfatte del risultato in termini di produttività. Certo, sarebbe stato meglio arrivare a questa conclusione a prescindere da un’emergenza internazionale e che sta mettendo in ginocchio molti paesi, ma analizziamo gli aspetti legati allo smart working.

Questi sono i risultati della ricerca BVA-DOXA .Due dei dati che trovo maggiormente interessanti sono che il 90% degli intervistati si ritiene soddisfatto dell’efficienza lavorativa e che ben il 39% ritiene che anche dopo questo stato di emergenza, il nuovo modello organizzativo potrà essere mantenuto.

Questo cosa significa? Che centinaia di migliaia di persone potrebbero realmente iniziare a lavorare da casa in pianta stabile o quasi.

Si tratta della più grande rivoluzione lavorativa degli ultimi trent’anni. Quali sono i vantaggi per le imprese? Beh i benefici diretti sono relativi ai costi di gestione degli uffici che dovendo ospitare un numero limitato di persone potranno essere riconvertiti e rappresentare un risparmio in termini di energia, risorse interne, dalla cancelleria agli arredi o banalmente la postazione di lavoro.

Quelli indiretti e indicati da diverse ricerche sono riguardanti il benessere dei dipendenti che, sentendosi impiegati in un ambiente più familiare e con la possibilità di lavorare con maggior libertà, si dimostrano mediamente più produttivi e con un senso di appartenenza ancor maggiore nei confronti dell’azienda.

Insomma si prospetta la situazione win-win che tutti auspicano: datori di lavoro soddisfatti e collaboratori grati, felici e produttivi.

Nelle pieghe dei successi altrui si celano le minacce peggiori.

Non dobbiamo dimenticare che questo che possiamo vedere come un successo, è figlio di una situazione drammatica. L’ormai famigerato -19, sta mettendo a durissima prova, la più impegnativa dal dopoguerra, il nostro paese. Il pensiero va a quegli eroi che ogni giorno lottano contro l’infezione e la diffusione del contagio. Medici, infermieri, forze dell’ordine sono li in prima linea per contrastare in tutti i modi l’avanza di una delle minacce reali più impegnative della storia recente. Appunto, parliamo di un problema REALE che sta influenzando la vita di tutti in un modo o nell’altro.

Quel che è un problema tangibile e che tanto ci sta cambiando avrà pesantissime conseguenza anche nel mondo digitale.

In che modo? Sfruttando l’incremento esponenziale delle connessioni attive.

Difendere i villaggi o difendere il forte?

Questa è un paragone che faccio spesso per rendere l’idea: immagina per un secondo che la tua azienda sia un piccolo regno medievale. C’è un castello fortificato al centro ed una serie di piccoli villaggi nei paraggi, qualcuno più distante e qualcuno più vicino.

Ora, in caso di attacco è più semplice difendere i villaggi o il castello? La risposta è scontata. I villaggi ci costringerebbero a dividere le forze, le quali perderebbero di efficacia. Oppure dovremmo aumentarle ma questo richiederebbe uno sforzo economico incredibile per risultare efficace.

Ma difendere il forte è un altro sport. Solide mura, un posto da controllare e tutte le risorse li concentrate per la difesa migliore in assoluto. Chi è dentro al forte è ragionevolmente al sicuro, chi è al di fuori si affida al caso e alla gentilezza degli aggressori (ma chi ci crede).

Ecco, forse avrai capito dove voglio arrivare. La tua azienda è il forte, le case dei collaboratori sono i villaggi. Il nocciolo della questione è questo.

Si passa da una singola connessione, un singolo punto sul quale concentrare le forse difensive ad una formula a “spezzatino”. Pensa ad un’impresa con dieci dipendenti e tre di questi in smart working. Significa quadruplicare i possibili punti di attacco.

Perchè? Perchè è al di fuori del controllo delle imprese. O quantomeno non in modo completo.

Meglio se ti siedi, ti do un paio di dati brutti.

Ok, devi sapere che dal 2014 ad oggi gli attacchi informatici sono RADDOPPIATI sia per numero che per gravità (se vuoi farti del male  leggerti tutte le statistiche mandami una mail qui dn@tsvi.it).

Sai cosa significa? Che se potessimo trasferire questo dato nel mondo reale vorrebbe dire essere in stato di guerra! Immagina di punto in bianco un mondo con il doppio dei crimini. In una parola: insostenibile.

Per fortuna (o no) la minaccia è “solo” virtuale. Peccato che stia creando più danni di qualsiasi rapinatore al mondo. Anzi, di tutti i rapinatori messi insieme!

Eccoti qualche nome da tenere d’occhio: phishing, ransomware, rootkit, malware. Potrei continuare ma mi fermo qui, è sufficiente. Queste “bestiacce” possono crearti più problemi di quelli che ti creerebbe una calamità. Lo so è fortina come affermazione, ma ti metto un link alla fine di questo articolo dove ti faccio vedere cosa intendo.

Considera ora la cosa peggiore: il rapporto CLUSIT 2020 stima un sensibile aumento degli attacchi informatici e l’innesco è stato proprio l’avvento del maledetto coronavirus.

Presa coscienza di questi dati possiamo fare un passo avanti e tornare a focalizzarci sul nostro caro . Abbiamo visto che il lavoro da casa: conviene, piace, si può fare, offre opportunità e crea delle criticità in termini di sicurezza.

The dark side of smartworking

Ecco il nocciolo è questo. Il lavoro intelligente ha, come tutte le cose, il suo lato oscuro. Se non fatto con tutti i crismi può diventare un problema. Se puoi evitare i problemi sei contento, giusto? Bene, se non si fa attenzione più che diventare uno strumento da sfruttare, lo smartworking,  può trasformarsi in una gatta da pelare.

Prova a pensare in questo momento particolare che attenzione stai ponendo ai contatti umani. Usiamo guanti, mascherine, gel disinfettanti  e tutto quel che è necessario per difendere i nostri cari, i collaboratori e noi stessi. Ok, possiamo dire che applicheresti la stessa attenzione nei contatti digitali, giusto?

Cosa significa tutto questo? Che per poter realmente dire di “fare smart working” che significa letteralmente lavoro intelligente, si deve… LAVORARE IN MODO INTELLIGENTE!

In che senso? Abbiamo parlato del dualismo tra difesa del forte e difesa del villaggio. Bene, io dico: “espandiamo il forte!”

Eh?

Non ci dimentichiamo che stiamo parlando del mondo digitale e possiamo manipolare le cose a nostro piacimento se sappiamo come farlo. Possiamo creare un “castello virtuale” grande e forte quanto vogliamo per proteggere tutti i nostri villaggi. Bello vero? Lo so, ed è quello che stiamo facendo (da un bel po’ di tempo, ben prima dell’emergenza per essere precisi).

Perchè? Beh semplice, preferiamo chiamare noi i clienti per lavorare sull’innovazione anzichè ricevere telefonate disperate di imprese sotto scacco per colpa di un !

Essere realmente “smart” non è affatto uguale a “lavorare da casa” ma il concetto esatto è riassumibile con questa frase: lo smart working è poter lavorare ovunque ed in piena sicurezza.

Capito qual è la differenza?

Immagino che ora sarai curioso di sapere come si può diventare un’azienda smart working friendly

Eccoti tre semplici regole da seguire come comandamenti:

  • Affidarsi alla prima soluzione che si trova gratuitamente online è un rischio. Nascondono insidie in termini di sicurezza che nessuno ti dice. Puoi usare strumenti che già hai in casa senza costi.
  • Evita di delegare la sicurezza informatica ai tuoi collaboratori. Fornisci tu gli strumenti per lavorare da casa (spesso i pc di casa sono un nido di vespe in termini di sicurezza)
  • Usa una strategia ed evita l’improvvisazione. Il lavoro da casa è un piano non un va lasciato al caso (i tuoi uffici sono organizzati in modo preciso, giusto?)

Ti voglio dare un consiglio, te lo regalo. Contatta uno dei nostri esperti per mettere a terra un piano di smart working realmente sicuro o per fare il salto di qualità su quello che hai già. Non ti costa nulla e può fare la differenza tra lavorare intelligentemente e lavorare in remoto, la differenza ormai è chiara,vero?

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E qui puoi vedere come un’azienda può subire in modo incredibilmente drammatico gli effetti di un attacco: https://www.t-innovation.it/il-caso-heritage-company-come-passare-da-top-a-flop-in-24-ore/

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