Un terzo delle famiglie italiane non ce l’ha

Un terzo delle famiglie Italiane non ce l’ha

 

Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa“.

 

Questa è stata una delle previsioni più azzeccate di sempre. Di chi è?

Per rispondere facciamo un salto di qualche decennio nel passato, quando i computer erano tutto tranne che “personal”. Parliamo di un periodo dove l’informatica esisteva solo come una scienza per pochissimi eletti e utilizzata in via esclusiva per scopi lavorativi. A parte a qualche nerd, a nessuno passava per la testa di avere un computer in casa. Del resto, a che diavolo sarebbe mai servito?

Quando in una simile situazione, ti viene in mente di dire una frase come quella che apre questo articolo o sei un pazzo o vedi dove gli altri non vedono…ed in questo caso direi che la seconda opzione è quella giusta.

Chi ha avuto la lungimiranza di azzeccare una simile previsione è l’uomo costantemente nella top 3 dei più ricchi del mondo, che ha costruito un impresa miliardaria su un idea che sembrava folle. Sto parlando di Bill Gates.

A vedere come stanno le cose ci ha visto giusto, i computer sono diventati sempre più presenti nelle case e nelle imprese. Sono cresciuti in modo esponenziale in termini di prestazioni e velocità, per non parlare della miriade di funzioni che possono svolgere.

Puoi ascoltare musica o progettare una petroliera, giocare a Fortnite o scriverci un libro. Hanno subito una flessione in questi ultimi anni con l’avvento degli smartphone, ma restano saldamente al loro posto dato che non tutto è demandabile ad un device grande pochi pollici e con funzioni relativamente limitate.

 

Nel futuro vedo un computer su ogni scrivania e uno in ogni casa“. Ma in Italia, sarà realmente così?

In queste settimane, sono milioni le persone costrette tra le mura domestiche. Alcuni hanno la possibilità di lavorare proprio grazie ai computer e ad internet. Gli studenti, stanno seguendo le lezioni online su piattaforme come ZOOM e TEAMS e lo possono fare grazie a PC e quegli ibridi tra smartphone e pc conosciuti come tablet.

Purtroppo, nell’era digitale, un dato che deve far riflettere è che il 33% delle famiglie Italiane non ha un computer e tantomeno un tablet. Un terzo delle famiglie di fatto può usare solo lo smartphone per fare tutte le cose viste prima.

Parliamoci chiaro, non è necessariamente un male. A me è capitato di stare senza televisore per diversi anni e non ne sentivo la mancanza, poi quando eravamo in attesa della piccola Matilde abbiamo deciso di acquistarne uno per vedere qualche film in modo più confortevole. Non l’accendiamo spesso, ma c’è. Capitava spesso che quando degli amici ci venivano a trovare per cena, trovassero bizzarro che non avessimo un televisore.

Perchè? Beh perchè “come fai senza tv?”

Sembrava scontato che ci dovesse essere in ogni casa un televisore acceso 24/7 in casa. Capiamoci, non siamo degli integralisti in famiglia ma realmente l’accendiamo gran poco per varie ragioni (compresa una piccoletta di 10 mesi).

Sposiamo queste considerazioni sull’oggetto del discorso. Come si fa senza PC? Con tutte le possibilità che offre un computer è quasi strano non immaginarne uno in ogni casa come profetizzato dal vecchio Bill.

Ci sono delle questioni di natura economica sul quale torneremo dopo, ma il focus è sul fatto che in un terzo delle case è un oggetto che manca. Lo strumento produttivo e di svago per eccellenza non è stato considerato degno di essere acquistato da molte, moltissime famiglie. Dove sta il problema? Che oggi un pc oppure un tablet semplicemente servono. Non sono uno “sfizio” ne un qualcosa di sostituibile. Servono, punto.

Per seguire lezioni online, per lavorare agevolmente da casa, per mandare mail in modo comodo e senza errori di battitura e molto altro. Farlo con un telefono è possibile, ma diciamoci la verità, farlo per 8 ore al giorno non è credibile nella stragrande maggioranza dei casi.

È affascinante pensare che alcuni hanno scelto di spendere cifre considerevoli in telefoni all’avanguardia ma non hanno considerato nemmeno un computer super economico. Oppure che ci sono milioni di robot aspirapolvere che stanno pulendo le case degli italiani ma nessun tablet sopra alla scrivania.

Facciamo un preambolo: sono strumenti che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente a tutte quelle persone che non hanno i mezzi per potervi accedere. In primo luogo per abbattere le disuguaglianze ed appiattire il tanto citato “digital divide” e mettere tutti in pari. In seconda battuta il beneficio sarebbe per la collettività, dato che un maggior numero di persone connesse e con la possibilità di lavorare e studiare in ogni condizione sarebbe un beneficio enorme per la società.

Quello che sta succedendo in queste settimane sta mostrando quanto un pc o un tablet siano diventati improvvisamente necessari. Nella stragrande maggioranza dei casi non si parla di computer dalle prestazioni mostruose o tablet di ultimissima generazione, dato che verrebbero utilizzati prevalentemente per applicazioni web o per sessioni remote che sfrutterebbero la potenza del server aziendale.

Le questioni sono sostanzialmente due: l’aspetto culturale e l’aspetto finanziario.

Culturalmente in Italia, a partire dalla scuola, è stato fatto molto poco per il digitale. Il mondo informatico è visto ancora da alcuni come qualcosa di lontano e di superfluo. A volte sono i genitori stessi che in base alle proprie esperienze di vita e professionali, non ritengono che un computer  sia uno strumento utile e non trasmettono in modo diretto la curiosità per uno strumento potentissimo. Le nuove generazioni hanno “saltato il giro” e sono passati direttamente allo smartphone che come abbiamo detto, per ora, non può tecnicamente offrire le stesse opportunità di un qualsiasi notebook o desktop.

Qual è il risultato? Che messi di fronte ad uno schermo differente dal tv o da un iPhone, sono in difficoltà, non riconoscendolo come uno strumento funzionale ai loro scopi.

Non sarebbe chissà che problema in linea generale, tranne che per un dettaglio: il mondo è DOMINATO dai computer, non dagli smartphone.

Non parlo di vendite, è pacifico che il mobile ha ormai superato da un pezzo i computer trascinate dalle migliaia di app disponibili sui vari store. Ecco appunto, le app. Secondo voi con cosa vengono realizzate? Con un computer. E lo smartphone stesso come viene progettato? Da un computer. E come viene prodotto? Da macchine comandate da computer.

Potrei continuare all’infinito in quello che può sembrare un elogio al pc. Ma in realtà il discorso è molto semplice: usare e conoscere almeno un po’ i computer è indispensabile.

Anche le scuole purtroppo sono rimaste indietro sotto questo aspetto.  È vero che negli ultimi anni sono partite diverse iniziative ed alcuni istituti si stanno focalizzando sul mondo tech, ma ci siamo mossi oggettivamente con molto ritardo e con mezzi limitati. Non basta avere qualche portatile e utilizzarlo due ore alla settimana per ritenere che venga fatto un lavoro efficace. E considerando che in ogni azienda uno degli strumenti di lavoro principali è appunto il pc, sarebbe bene potenziare di non poco questo canale formativo.

Il secondo punto è quello finanziario e lo abbiamo già affrontato parzialmente. Acquistare un computer portatile, un fisso o un tablet ha un costo che a volte non si è nelle condizioni di sostenere. Anche in questo caso a livello statale è stato fatto qualcosa, ma è davvero troppo poco. Non rendere accessibile questi strumenti a chi ha meno, è chiudergli di fatto molte porte. Anzi le porte non vengono neppure fatte vedere.

Considerando che nelle imprese italiane ci sono dei veri e propri geni informatici, che ci vengono invidiati da mezzo mondo (e che spesso sono costretti a trasferirsi all’estero per note ragioni), il capitale umano non ci manca. Quello che manca in modo drammatico, sono i mezzi.

Andrebbero potenziati i programmi di insegnamento scolastico della materia, fin dalle elementari. In un mondo perfetto ogni ragazzo dovrebbe avere un computer fornito a titolo gratuito per tutto il periodo degli studi. Ci sono molti esempi di casi virtuosi dove gli studenti riparavano dei computer non funzionanti per poi utilizzarli o di aziende che donano ogni anno decine di computer in fase di dismissione, spesso in condizioni ottime, che finiscono nel dimenticatoio.

Il dato rimane. Un terzo delle famiglie italiane non ha un pc. È bene rendersi conto che sopratutto passato questo periodo difficile le cose dovranno radicalmente cambiare, perchè ora più che mai ciò che Bill Gates ha detto diversi anni fa, non può restare una previsione ma deve assolutamente diventare realtà.

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